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April 09 Ricordi di una vita - I° Matrimonio
III capitolo "I° Matrimonio" Avevo 17 anni e 36 giorni quando mi sono sposata per la prima volta.. In Ucraina il matrimonio per una “donna” è permesso dall’età di 16 anni, quindi non appena avevo finito la scuola, io e il mio futuro sposo, abbiamo presentato al Municipio la nostra domanda per l’unione coniugale… Mio marito aveva esattamente 10 anni più di me.. Era un bel ragazzo, ovviamente era anche il mio Primo Amore, il mio Primo Uomo ed io non potevo immaginare la mia vita fuori dalla sua.. I preparativi al matrimonio, all’epoca, erano molto più semplici rispetto a quelli che di solito si usano in Italia. I punti principali erano: gli abiti, gli anelli, il trasporto, i fiori per la sposa, il locale per i festeggiamenti. Non esistevano le bomboniere, i regali dopo il pranzo, la cerimonia in chiesa, che ora è stata ripristinata per coloro che la vogliono. Non si impazziva con la divisione a gruppi nei tavoli, perché veniva bandita un’unica tavolata lungo il perimetro della sala e nello spazio centrale si ballava fra una portata e l’altra.. Poi non si andava nemmeno in viaggio di nozze, non esisteva questa usanza, magari solo qualche coppietta che cercava di abbinare le ferie dell’anno a questo evento. I festeggiamenti nuziali in Ucraina di solito si svolgono con tanto chiasso, in presenza di un centinaio di invitati. Si beve e si mangia a volontà per un paio di giorni, con l’accompagnamento della musica e dei balli. Il matrimonio è una Grande Festa, piena di allegria. Noi non volevamo fare troppo “rumore”, non mi piaceva e non piaceva nemmeno ad Andrei, così si chiamava il mio primo marito. Il mio abito da sposa me lo sono cucita da sola e ho creato anche il mio bouquet. Lo stesso anche per il trucco e per il manicure, in quel periodo ancora non esisteva una figura come il visagista e quindi ci si arrangiava sempre da soli. Solo i miei capelli li ho affidati alle mani di un parrucchiere. Per il pranzo ci siamo uniti in un ristorante. Eravamo una quarantina fra amici e parenti, si conoscevano tutti e ci siamo divertiti in un ambiente famigliare.. Purtroppo il nostro matrimonio non è stato tra i più felici. Ho pianto per due anni e mezzo.. Non riuscivo ad adattarmi alle richieste di Andrei perché venivano cambiate ogni giorno.. Quello che ieri era nero, all’indomani diventava bianco, quello che era amaro, diventava dolce, quello che gli piaceva prima, non gli piaceva dopo e così via .. Avevamo all’improvviso gl’interessi totalmente diversi. Io volevo costruire una famiglia, lui voleva ancora divertirsi. Durante ogni piccola discussione lui mi minacciava con il divorzio , io regolarmente scoppiavo in lacrime, lo supplicavo di non abbandonarmi e a volte mi mettevo anche in ginocchio supplicandolo di non lasciarmi.. Non so perché, ma ero proprio convinta che oltre lui, non mi avrebbe amato più nessuno e che nessun uomo avrebbe posato il suo sguardo su di me.. Il fine definitivo del nostro rapporto è accaduto in modo molto curioso.. Ad entrambi ci sono state assegnate le ferie a febbraio, un mese che da noi era abbastanza insolito per le ferie. Durante questo periodo si può solo che rimanere a casa.. Esistevano poche possibilità di trovare qualcosa per le ferie invernali, ma non mi andava di buttare tre settimane di vita mia in questo modo e mi sono data da fare. Ho trovato due posti in un villaggio turistico in montagna nella zona dei Karpazi con delle piste da sci. Gliel’ho comunicato con tanta gioia , ma lui rifiutò.. Proibì di andare anche a me.., ma stranamente io disobbedii. Fui stupita di me stessa, ma decisi di non retrocedere.. Sono stati dieci giorni di piena allegria. Per la prima volta trascorrevo le mie vacanze da sola fuori dai luoghi famigliari, in un villaggio turistico.. Ho imparato moltissime cose, anche a sciare con gli sci di montagna. Dopo tre giorni di preparativi sulla base, abbiamo fatto due trasferte a piedi camminando sulla neve, fino alla cima dei due monti. Dormivamo nelle baite, nei sacchi a pelo, tutti insieme maschi e femmine. Lo stanzone era tipo camerata, ma senza la divisione a letti separati. Erano due livelli a castello di tavole inchiodate una presso l’altra e coperte con dei materassoni. Le femmine dormivano sul piano superiore ed i maschi su quello inferiore. I bagni e cioè, il bagno era esterno, in una casettina di legno con una pedana bucata al centro. La carta igienica non esisteva in quei posti, ma esisteva un grande chiodone con dei pezzi dei quotidiani appesi sopra, tagliati da qualche mano accurata a quadratini su misura. Per affrontare la quotidianità venivano creati dei turni per la preparazione dei pasti, per le pulizie e per la sorveglianza. Non saprei ora dire da chi ci si sorvegliava, forse dagli orsi che ce n’erano a volontà. L’acqua veniva portata nei contenitori con ogni gruppo e dovevamo stare attenti al consumo. Una volta fatti i doveri di servizi in baita si andava sulle piste. Così ho vissuto per una settimana. Il tempo è volato senza che me ne sono accorta.. Sono stati i giorni che mi resero estremamente felice e serena, giorni durante i quali mi si sono aperti gli occhi… Non era accaduto nulla di particolare, non avevo nessuna storia con nessuno, ma ho sentito che altri uomini mi guardavano con interesse e vedevano in me una donna.. Per me fu una bella scoperta.. E’ arrivato il momento del mio ritorno a casa. Ho aperto la porta e non ho trovato nulla che apparteneva a mio marito, ma lui sì. Andrei ancora c’era. Stava pulendo dei piccioni, una scena assurda ed insolita per la nostra famiglia. La casa era praticamente vuota, erano rimaste solo le mie poche cose. L’ho salutato… Silenzio in risposta… Ho cercato di parlare e di “provocarlo” per farlo almeno iniziare a parlare o discutere, ma lui non pronunciava una parola. Ho cercato di condividere con lui la mia gioia di tutto ciò che avevo vissuto, spiegargli il perché avevo deciso di fare anche da sola questo viaggio, ma sentivo sempre un silenzio in risposta. Non mi venivano più le lacrime, mi dispiaceva solo per non essere riuscita a creare il ponte fra me e lui.. Andrei ha mantenuto il suo silenzio per una settimana, dopo di ché mi ha riproposto di nuovo il divorzio….. Ancora mi ricordo la sensazione che ho percepito.. Era una cosa fisica e non psicologica, una sensazione esattamente come va detto nella frase “E’ caduta una montagna giù dalle spalle”.. Con tanto di stupore, in un attimo come un flash, ho capito che era l’unica soluzione per porre fine alle mie lacrime e sofferenze.. Lui era stupito ed incredulo per la mia decisione. Per diverso tempo mi chiese la conferma se ero sicura di volersi lasciare. Prendeva il tempo per presentare la domanda di separazione, continuava a cercare i modi per avvicinarmi di nuovo, mi cercava e mi chiamava in continuazione. In quel periodo abitavamo di nuovo con i nostri genitori, nello stesso condominio, per di più lavoravamo insieme, lui era il mio “capo”. Cercando di riavermi ha combinate anche delle cose che ancora oggi non riesco a spiegarmi, rimango solo a credere alla sua spiegazione dell’accaduto. E’ accaduto semplicemente una cosa. Sono andata a prendere alcune cosa dal nostro appartamento e l’ho trovato a letto con la mia collega, anzi era una mia amica d’infanzia e per di più la mia vicina della scrivania di lavoro, una persona con la quale mi sono confidata nei molti particolari. L’unica spiegazione che mi aveva dato Andrei è che lui ha cercato attraverso la mia gelosia di risvegliare il mio amore per lui.. Poi mi ha chiesto perdono e mi ha pregato di rimettersi insieme. Ho creduto a quello che mi diceva, l’ho perdonato per tutto e sono ritornata a vivere con lui. Ma non era come prima. Sentivo che nonostante tutto, nonostante che ero ancora con l’uomo che amavo, nonostante tutti miei perdoni sinceri, sentivo che qualcosa non andava. Sembrava che veniva recitato un copione e che i sentimenti reali venivano forzati. Dopo pochissimo tempo sono stata inviata a fare un corso di specializzazione a Mosca. Andrei è stato l’iniziatore e promotore di questo viaggio. Mi convinceva, dicendomi che questa lontananza serviva ad entrambi per capire quanto la nostra unione poteva avere un futuro. Infatti…..
Segue.....
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