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日志


5月14日

Ricordi di una vita - Stage a Mosca

 

 

 

Scusatemi!

Ma anche i più "Grandi" commettono gli errori..

Avevo  "smanettato" un pò troppo e non me ne sono accorta...

Grazie a tutti voi che me l'avete segnalato...

a presto

***

 

"RICORDI DI UNA VITA

V capitolo

"Stage a Mosca"

 

Eravamo in cinque a partire per Mosca. Ci aspettavano  due mesi di tirocinio presso la nostra casa madre. Eravamo tutte donne, selezionate fra tantissime colleghe e colleghi. Non so  cosa o  chi dovevo ringraziare, la  mia bravura, oppure il mio marito Andrei che era uno dei membri della commissione. Ero abbastanza soddisfatta dal punto di vista lavorativo, ma dal punto di vista affettivo mi sentivo in dubbio, vista la situazione delicata della mia vita coniugale (cercavamo ancora di rimettere insieme i cocci rotti della nostra vita). Ancora erano freschi i ricordi del suo tentativo di riavvicinarmi , facendo l’amore con la mia amica. Io non ero per niente serena nel prendere la decisione di partire, avevo paura di perdere quello che in fondo ancora speravo di riavere indietro, la nostra unione.

Il  mio percorso lavorativo, per arrivare a questo,  non è stato del tutto logico e lineare dal punto di vista di una persona “normale”.. Lavorando come segretaria non riuscivo ad accontentarmi di un posticino così tranquillo, “caldo” e pacioso, a volte mi annoiavo e non appena ho saputo che nella nostra città veniva costruita una grossissima filiale di Mosca di una industria elettronica, ho presentato subito la domanda di assunzione. Le dimensioni di questa azienda erano molto e molto notevoli. Oltre che ad essere la prima di questo genere, doveva diventare anche la più grande per il numero di persone che venivano poi assunte. Vi dovevano lavorare più di 5 mila dipendenti. Mio marito Andrei è stato assunto prima di me, in qualità di osservatore delle procedure esecutive della produzione in uno dei suoi numerosi reparti. Mi ha proposto proprio lui di entrare nell’organico ed io non mi sono fatta pregare due volte. Il mio futuro impiego non doveva essere più di  una segretaria, ma di una operaia… Mi affascinava la possibilità di fare qualcosa con le mie mani, per di più nel campo dell’elettronica. Con l’aiuto di un microscopio dovevo saldare alcuni fili sottilissimi. Sarebbe stato bello, stupendo, magnifico…., ma….

Ma, al momento della mia assunzione  il mio posto di lavoro ancora non esisteva.  Esistevano solamente le mura esterne ed il tetto, e per il resto.. nulla! Il resto dovevamo costruirlo noi, da soli! Dovevamo costruire il nostro posto di lavoro! Ovviamente c’erano anche degli operai specializzati e noi dovevamo affiancarli. Che bella esperienza! Ero assunta sulla carta ma in realtà ero tutt’altro. Ho imparato molte cose anche qui! Ho imparato di mettere le mattonelle e di toglierle (perché il nostro dirigente ha deciso di modificare e di spostare le mura), poi ho imparato di miscelare il cemento nelle varie proporzioni con la rena, poi ho imparato a stuccare, lisciare  e a pitturare le pareti ed i soffitti, a montare i tubi di ventilazione, arrampicandomi sui ponteggi ad una altezza di un palazzo di tre piani, ho imparato a montare degli idrosanitari e chissà quante altre cose ho imparato di fare… A volte penso  quali sono i ricordi più belli di quel periodo? Sono molteplici, ma forse direi che più di tutto ricordo i nostri pranzi… Pranzavamo d’estate sdraiati nel campo accanto, nell’ombra di un piccolo boschetto, e d’inverno nei nostri spogliatoi, stavamo a mangiare tutti insieme, uomini e donne, tutti dello stesso reparto e ognuno contribuiva con il proprio pasto. Erano bellissimi i festeggiamenti dei compleanni e delle feste nazionali. Ogni pretesto per unirsi tutti insieme era sempre ben accettato..  Un altro ricordo simpatico era  di portare via  allo scarico i calcinacci, caricati su una specie di pedana con due paia di manici davanti e indietro…Questa “cosa” veniva portata in due, con la “forza” delle braccia, e senza l’ausilio delle ruote…. Che dolori ……e che vesciche e calli sulle mani di una ballerina “mancata”…. In questo trasporto dei calcinacci il momento più “divertente” era quando mi capitava qualcuno o molto più alto o molto più basso di me, oppure se qualcuno aveva il passo della gamba diverso dal mio…. Il mio posto preferito era di dietro, perché così almeno non prendevo i calci ….

non sono io, ho trovato questa foto nei nostri archivi, ma eravamo molto simili,

forse solo più vestite...

Poi mi è rimasto impresso anche  cosa vuol dire togliere le mattonelle da noi messi in precedenza con l’aiuto di uno scalpello e martello e senza dover romperne nemmeno una. Altri ricordi indimenticabili sono stati a lavorare in altezza senza nessuna protezione di sicurezza e con tanta paura di guardare giù; e a  nascondermi dal mio capo nell’interno degli enormi listelli di metallo arrotolato, dove zitta-zitta lavoravo ai ferri un maglione di lana.. Dopo diversi mesi è arrivato il momento di tagliare il nastro rosso. Siamo diventate  Vere Operaie in elettronica…

Prima che mi venisse assegnato il posto che mi spettava, dovevo fare anche un’altra gavetta. Stavolta non nel campo delle costruzioni edili, ma nel campo delle saldature. Dovevo imparare a saldare con un punta standard, completando varie schede elettroniche. Dopo di questo, sono passata alle operazioni più fini e più delicate. E dopo tutto questo sono stata selezionata, come avevo già detto all’inizio, per uno stage aziendale.

Una volta presa la decisione, siamo partiti con il treno. Erano 18 ore di viaggio.

Stazione di arrivo "Kievskaja" a Mosca

Arrivati alla stazione dovevamo a provvedere da soli a cercare l’indirizzo del posto dove dovevamo andare per soggiornare. Credo che alla “casa madre” si erano scordati nel nostro arrivo, perché oltre che nessuno ci è venuto a prendere alla stazione, e tra l’altro nemmeno è stata inviata una spiegazione dettagliata sul fatto dove dovevamo andare a dormire, visto che il nostro treno arrivava di sera. Le direttive erano di presentarsi
all’ingresso principale, presso l’ufficio di rilascio dei pass il tale giorno, punto. Il posto dove doveva svolgersi lo stage era distante esattamente 40 km dal centro di Mosca.

Zelenograd

Ci siamo
informati sui mezzi pubblici che vi ci portava e con un po’ di fatica ed avventura finalmente siamo arrivati. Bussiamo all’ingresso, si affaccia un guardiano in divisa e ci spiega che tutti gli uffici sono chiusi e che dobbiamo tornare il giorno seguente perché lui di noi non sa proprio nulla. Rimaniamo a bocca aperta. La nostra preoccupazione era la notte, dove passarla.. Era l’inizio dell’estate ed il tempo era bello, anche se si sentiva la differenza fra le temperature. Ma comunque passare la notte per strada non ci ispirava più di tanto. Bussiamo di nuovo, perché il guardiano nel frattempo aveva sbarrato di nuovo l’ingresso e gli chiediamo se gentilmente ci indica un albergo a buon prezzo. Eravamo già in pensiero, perché per l’alloggio doveva provvedere l’azienda e i soldi che avevamo con noi erano pochi per poter permettersi di pagare un albergo, ma il pensiero di dormire in mezzo alla strada ci ha spinto comunque a prendere la decisione di “investire” nella stanza di un alberghetto. Una volta formulata la nostra domanda, ci arriva la risposta che in quella circoscrizione gl’alberghi non esistono per quanto quella era  zona residenziale senza un flusso turistico e che se volevamo trovare un albergo dovevamo ritornare a Mosca città, ma che comunque lui non conosceva nessuno di questi a buon prezzo. Una volta elencati gl’alberghi centrali, i quali, per ovvi motivi economici noi non potevamo permetterci di prendere, ringraziamo e salutiamo il guardiano  abbastanza delusi e scoraggiati.  Nonostante tutto decidiamo lo stesso di andare verso la stazione ferroviaria per ritornare poi a Mosca e cercare qualche punto per trascorrere la notte. Abbiamo pensato che male che va, dormivamo alla stazione… A ché abbiamo ripreso i nostri bagagli e ci siamo incamminati verso qualche soluzione. Erano già le nove di sera passate. Una volta raggiunta la stazione, vediamo che il treno successivo sarebbe passato fra più di mezzora, ci sediamo e stanche, ma ancora speranzose aspettiamo che “qualcuno” ci portasse verso un luogo dove potevamo finalmente riprendersi dalla stanchezza. Quel qualcuno è arrivato dopo poco. Dopo nemmeno un quarto d’ora si è avvicinata una signora e parlando- parlando, chiedendo e rispondendo le raccontiamo le nostre disavventure. Commossa ci propone il suo tetto. Noi increduli di una fortuna del genere lo accettiamo molto volentieri. Ci porta in un appartamentino situato a piano terra in una piccola palazzina di pochi piani, costruita ancora nell’epoca di Khrusciov.

Era un umile appartamento, direi  più povero che umile.. Il suo frigorifero era totalmente vuoto e lei non aveva nemmeno il tè per farci riscaldare un po’ le nostre pance. Ci ha proposto di sciogliere la marmellata nell’acqua calda. Abbiamo capito che questa bevanda era anche la sua cena e abbiamo proposto di mangiare con noi le cose che avevamo portato da casa. Ne abbiamo poi parlato tanto fra noi su questo fatto, perché quel frigorifero vuoto ci aveva scioccate. Per noi, che avevamo sempre pieni i nostri ripostigli, da mangiare ne avevamo sempre, vedere la persona senza cena ci causava un vero stupore ed imbarazzo. A dire il vero, non abbiamo poi incontrato più nessuno chi vivesse nelle stesse condizioni, ma quello che ci ha scioccato ancora più è stato il fatto che proprio questa persona , senza nulla in casa, ci ha offerto un posto per dormire.. Abbiamo dormito per terra, su un pavimento ricoperto da linoleum, con qualche vecchia coperta buttata sotto e sopra.., ma a noi sembrava di stare in una reggia. La padrona della casa la mattina dopo doveva andare via prima di noi e ancora la sera ci aveva avvisato di questo, dicendo che non ci svegliava lasciandoci dormire  un poco più a lungo e dicendo che la sua porta si chiude senza chiavi. Andando via abbiamo “dimenticato” una busta con alcune pietanze, qualche soldo e un generoso biglietto con dei ringraziamenti…

Verso una certa  ora siamo arrivati all’azienda del giorno prima, la nostra “casa madre”. Siamo passati diverse ore nell’ufficio dei pass, aspettando che venissero completate le pratiche con dei permessi. Non era una cosa semplice, dovevamo ottenere vari autorizzazioni dalle varie strutture superiori e una volta completato ci hanno accompagnati nel nostro reparto.

Dal punto di vista estetico, tecnologico ed anche d’igiene questo reparto era al livello molto più alto  rispetto al nostro. Vi lavoravano solo le donne, era un reparto totalmente al femminile. I maschi si vedevano solo nel caso se qualche apparecchio non funzionava molto bene. Esisteva una squadra di riparazione formata solo da uomini. L’apparizione di un uomo nel reparto scatenava una specie di agitazione nello staff femminile, si creava un atmosfera di feeling e di flirt e c’è poco da dire, gli uomini si sentivano proprio bene in quegli ambienti. Il mio futuro marito l’ho conosciuto lì. Lui faceva parte di questa squadra, riparava gli apparecchi meccanici ed elettronici. Non è stato un colpo di fulmine, e non c’è stato nemmeno un flirt particolare. Ero ancora una donna sposata e non mi permettevo a fare alcun tipo di allusione e di illusione.  Ci parlavamo molto, scambiando vari pareri ed opinioni. Sentivo che lui mi sta corteggiando, capivo che gli piacevo, ma non  è mai stata superata la soglia del  permesso.

Rimanendo a distanza da mio marito ed avendo la possibilità di rivedere alcune cose della nostra vita coniugale, come d’altronde voleva anche lui, con  tristezza capivo che fra noi “era finita”.. Tutto ciò che riuscivo a capire ed  analizzare mi riportava a quella volta del mio ritorno dalle vacanze, capivo che proprio in quel momento dentro di me si è spezzata una corda, una corda che mi legava ad Andrei e della quale io non conoscevo nemmeno l’esistenza, una corda i due pezzi della quale io non riuscivo più annodare.. Ero triste, perché capivo che al mio ritorno dovevo ferire un uomo che era caro per me, ci legavano molte cose, ma ormai mi sentivo dall’altra parte del ponte ormai distrutto… Probabilmente lui percepiva qualcosa, perché mi mandò un telegramma chiedendomi di contattarlo a quanto prima. I cellulari in quel periodo non esistevano ancora e per effettuare le chiamate interurbane, noi stagiste, dovevamo andare alla posta. Ho chiamato ad Andrei, l’avevo sentito molto preoccupato e non ho potuto mentirgli. Avevo condiviso con lui quello che avevo capito e gli ho espresso la mia decisione. Ero rammaricata, capivo che lo ferivo, ma non riuscivo a trovare la forza in me di dirgli le bugie, dirgli che andava tutto bene, che lo amavo come prima e che tornavo a casa per restare con lui…

Il giorno dopo Andrei già stava a Mosca.. Non saprei descrivere come mi sentivo in quei momenti… Una donna fallita?  Una donna che non è riuscita a superare tutti gli ostacoli, che non ha potuto recuperare i vecchi sentimenti, una donna che stava tradendo la fiducia del marito, la fiducia nel essere superiore ad ogni difficoltà che  si presentava sul nostro percorso comune….? Mi sentivo come un verme, come una vigliacca…., ma capivo che lasciarsi definitivamente era l’unica soluzione per noi.. La totale felicità non poteva più fare parte della nostra famiglia, che continuando vivere insieme eravamo destinati ad una vita piena di finzione e per me non era una cosa ammissibile. Credo che  in fondo anche lui viveva e capiva la stessa cosa.. Non abbiamo parlato molto, non ce n’era bisogno.. Ci siamo capiti perfettamente…Nel pomeriggio abbiamo fatto lunghissime passeggiate nel bosco, nel totale silenzio e la notte l’abbiamo trascorsa abbracciati, senza chiudere gli occhi… Per l’ultima volta…

La mattina dopo Andrei ha ripreso il treno, il nostro ultimo saluto era quasi silenzioso. Ci siamo detti poche parole di ringraziamento per tutte le cose belle che abbiamo potuto dare uno all’altro, poi ci siamo baciati…….e ci siamo detti addio….per sempre….

 

Segue.....

 

Questa foto non riguarda questo capitolo, ma facendo le varie ricerche l'ho trovata in Internet. Dietro a questo palazzo, nel suo cortile, ho passato la mia infanzia. Lì, dietro a quelle mura c'è il palazzo con la mia casa paterna. Ogni giorno io passavo qui davanti per andare a scuola, per andare al negozio o semplicemente per andare a spasso con degli amici. Quando l'ho vista, il cuore mi batteva a mille.. Sono più di quindici anni che non vado più in questa citta.

Ecco, volevo solo condividere la mia emozione....

P.s. nel frattempo mi è giunta la notizia che nell'edificio dove era la mia azienda elettronica ora è dislocato un ipermercato...

La vita va sempre avanti...... e noi viviamo di ricordi...

 

 

 N.

 

Non tutte le  foto qui pubblicate rappresentano esattamente gli eventi da me descritti, ma comunque illustrano diversi momenti e  luoghi di cui parlo . 

 

评论 (212)

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TFabrizio发表:
Prontooooooo
Un saluto.
Fabrizio
10 月 28 日
匿名 的图片
Tistarzia 发表:
Chissà se passi mai di qui... mi illudo d si... e allora... ti lascio un mio abbracci sperando tu possa coglierlo... Tis...§*_*§
10 月 16 日
匿名 的图片
Tistarzia 发表:
Chissà se passi mai di qui... mi illudo d si... e allora... ti lascio un mio abbracci sperando tu possa coglierlo... Tis...§*_*§
10 月 16 日
G.G.发表:
Ciao mia cara, sempre ti penso, spero tutto bene per te; pergo a Dio chi sia cosi.... Ti lascio un dolce abbraccio e ricorda che ti voglio bene....  
8 月 1 日
emma发表:
...bacio
 
emma 
7 月 30 日
RicciFabio发表:
nataaaaaaaaaaa
 
come stai?
 
ciao
 
FAbio
7 月 18 日
Pino发表:
Ciao Natali,
speravo tanto di trovare qualcosa di nuovo, un piccolo segnale tanto di farci capire la tua tua presenza purtroppo no. Non so quali problemi ti hanno allontanata dal tuo space, sono tuoi e tali devono rimanere. Spero solo che tu sia felice e che la nostra presenza con dei msg sia per te una fonte di gioia, come tu hai dato a noi con i tuoi racconti.
Ciao stammi bene e passa delle bellissime e felici vacanze, un abbraccio
Pino
7 月 2 日
... è una bella sensazione passare qui e vedere quante persone ti vogliono ancora bene.
6 月 28 日
Bfily发表:
Ciao Natalì....è oramai da molto che non ci commentiamo....spero di ritrovarti al più presto.....magari per un saluto.........Ti auguro tantissima serenità....Ciao Cara un bacione.....a presto by fily
6 月 24 日
LUCIUS....发表:
CIAO CARISSIMA
vederti entrare nel mio blog equivale ad un saluto.
Non so che problemi ti affliggano ma una cosa e
certa mi manca il tuo pensiero.
Spero di sentirti ancora, non è così difficile in fondo.
Tanti auguri di serenità e un bacione da tutti noi.
LUCIUS......
5 月 23 日
 
Ei Talì,
Hai visto che hai superato i 200 commenti?
Complimenti ma...
Vogliamo te!!!!
 
A presto,
SoSe
5 月 5 日
MARINA发表:
ciao Natali'
come va?????
Non ti vedo piu
Marina
5 月 4 日
TFabrizio发表:
...eccomi di nuovo,
e di nuovo non ci sei,
Un bacio,
Fabrizio
4 月 27 日
TFabrizio发表:
...al mio ritorno...tu non ci sei, un vero peccato !
...ripartirò.
4 月 9 日
±aM4k±发表:
 
questo e' il mio contatto di msn
2 月 20 日
olà Natiiiiiiii, ma che fine hai fatto? capisco che magari non ti va di scrivere in questo periodo ma magari se ti facessi viva così, solo per un saluto almeno sapremmo che va tutto bene!!!!! bacioni e spero di avere tue notizie!!!!!
2 月 16 日
.......dolce Nataly... chissà  se ancora passi di qui... ti penso spesso... anzi a quel che vedo... siamo in tanti  a pensarti... Un abbraccio  caloroso... e se puoi... torna... siamo qui che ti aspettiamo... Kiss da Tis...§*_*§
2 月 11 日
G.G.发表:
Mia Cara Nati.. Ti lascio un abbraccio grandeeeeeeee... Non ti ho dimenticato... Ritorna per favore...
2 月 10 日
TFabrizio发表:
.
2 月 10 日
fiore377发表:
ciao carissima passo per un saluto,mi auguro che stai bene,leggerti è sempre un piacere,un saluto di vero cuore...a presto
2 月 9 日

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